FORMAZIONE AZIENDALE:QUALITA’ PIUTTOSTO CHE CIECO RISPARMIO

Nell’era dei servizi la differenza tra le offerte di due aziende concorrenti è determinata dalle persone.

Se in passato dunque la manutenzione delle macchine diveniva una spesa essenziale, oggi la manutenzione delle conoscenze segue la stessa logica.

Esistono settori in particolari che più di altri non possono trascurare in alcun modo l’aggiornamento, l’ICT è un esempio lampante. La tecnologia si evolve a una velocità tale che un anno diventa un’era, l’unica soluzione pe rimanere a passo con i tempi è non fossilizzarsi su una competenza troppo a lungo; coltivando la versatilità delle proprie prestazioni.

L’attività di formazione implica un processo lungo e impegnativo che parte dall’analisi dei fabbisogni formativi ed arriva alla rilevazione dei feedback.

Tra l’uno e l’altro estremo si srotolano una serie di operazioni tra cui:  l’analisi dell’entità e copertura dell’investimento economico, la scelta del piano formativo, l’individuazione del docente, l’organizzazione delle giornate, erogazione dei corso e rilevazione dei risultati.

La durata del processo dunque è abbastanza lunga e spesso la definizione di ogni aspetto rallenta anche considerevolmente le tempistiche.

Nonostante questo resta una attività strategica dell’azienda da non prendere sottogamba, formare significa:

  • Iniettare innovazione nei processi;formazione-atex
  • Motivare persone;
  • Accrescere la qualità delle prestazioni;
  • Stimolare il cambiamento.

Un buon formatore deve:

  • Saper trasmettere il suo sapere;
  • Proporre un metodo oltre che fornire nozioni;
  • Stimolare la voglia di imparare (Il docente giusto per il corso giusto è la soluzione vincente);
  • Adeguare il contenuto alla durata e viceversa evitando tempi morti o approcci troppo superficiali;
  • Dedicare tempo a esercitazioni ed esempi.

E se non è così? Si sta investo male il proprio denaro.

Non è raro il caso che le aziende decidano di sacrificare la formazione a favore di altre tipologie di investimenti “pronti al risultato” o, in alternativa, affidano la manutenzione delle Skill a corsi formativi economici e di bassa utilità. Risparmiare nelle competenze significa risparmiare nella scelta di perseguire il vero scopo aziendale che ahimè non è fatturare, ma perdurare nel tempo. La durata e la crescita sono orientati al futuro e trascurano le vicende del presente. Formare significa costruire e/o rafforzare le fondamenta che supporteranno l’azienda nel far fronte all’imprevedibilità del domani.

E se manca il tempo o ancora di più la finanziabilità? Queste sono due problematiche comprensibili ma con un po’ di volontà anche risolvibili.

Nel primo caso l’attività organizzativa è cedibile a aziende esterne che si occupano di seguire le varie fasi, dall’analisi del fabbisogno, all’erogazione delle giornate formative. Riguardo invece l’aspetto economico, una possibilità potrebbe essere utilizzare i corsi interprofessionali, ossia destinare il contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria, che le aziende già normalmente pagano, a fondi con i quali finanziare la formazione in modo del tutto gratuitoQuasi tutte le aziende ormai, aderiscono laddove per alcuni non fosse così, l’iscrizione è gratuita, basta chiedere informazioni al proprio consulente del lavoro.

Ricapitolando, trovato il supporto giusto ed i fondi, non resta che fare uno sforzo mentale; andando oltre il sacrificio economico momentaneo e cogliendo le opportunità che una risorsa ben formata può offrire.

È uno dei tanti casi in cui l’apparente risparmio si trasformerà in una perdita di energie, soldi e tempo. La soluzione non è certo rinunciare a formare…si tratta solo di fare la giusta scelta e la buona formazione lo è sempre.

Posted on: 6 giugno 2016, by : APONTE MARIAROSARIA