#TalentHack: Manpower Group e Tim sfidano i Talenti italiani

Human Age Institute, in collaborazione con Manpower Group e Tim, ha promosso e realizzato la prima maratona italiana del talento.

Visitando il sito della fondazione, risalta immediatamente agli occhi una famosa citazione di Seneca:

la fortuna non esiste; esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”.

L’Hackathon tenutosi ieri a Milano è la prova concreta che Human Age Institute ha dato vita a queste parole. Manager, professionisti, esperti di HR, nelle vesti di mentori, giudici, speaker e organizzatori, hanno investito tempo e energie affinché talenti venissero alla luce attraverso una sana competizione.

Partendo da due sfide: Talent Gravity lanciata da Manpower Group, Smart Working proposta da Tim, dieci gruppi talento-accion1formati da laureati, professionisti e startupper si sono messi in gioco cercando di rispondere alle challenge con soluzioni innovative. La composizione mista dei gruppi studiata dall’organizzazione ha favorito l’interagire di idee, provenienze e esperienze diverse, nell’ottica e convinzione che l’innovazione nasce dalla gestione e incanalamento delle diversità che contraddistinguono le persone.

Ma il Talent Hackathon, è andato ben oltre la semplice sfida tra i gruppi. Nell’arco della giornata, i partecipanti hanno avuto la concreta opportunità di incontrare professionisti, manager ed esperti HR, che senza alcuna esitazione, nel pieno spirito di networking, hanno risposto a domande, chiariti dubbi, regalato suggerimenti e messa la loro esperienza a disposizione degli altri anche su aspetti slegati dalla gara. L’intro speech di Stefano Scobbio, ha puntato i riflettori sul futuro del lavoro. La sua analisi dei fattori geopolitici, economici e tecnologici, hanno offerto una panoramica completa dell’ambiente lavorativo nel quale i professionisti sono chiamati a muoversi. La Learning Ability, trasversalità e l’utilizzo della tecnologia come mezzo, costituiscono i fattori chiave per restare competitivi in una realtà in cui la velocità del cambiamento accelera l’usurabilità delle competenze tecniche.

Nel pomeriggio nuovi interventi, da parte dei Talent Manager, hanno completato l’analisi evidenziando due criticità riscontrabili nel percorso di crescita professionale: fallimenti e competizione.

“Tutti abbiamo fallito almeno una volta, che sia stato a causa di una bocciatura ad un esame o un progetto imprenditoriale non andato a buon fine. Ciò che aiuta a crescere non è avere sempre successi ma imparare a rialzarsi, ammettendo gli errori ed evitando di ricercare la causa della nostra sconfitta negli altri …Riguardo la concorrenza, colui che davvero è un talento non ha timore di confrontarsi con altre persone altrettanto brave, in quanto un talento resta sempre tale. Il modo più intelligente di agire è includere gli altri nel proprio cammino lasciando che la loro bravura sia fonte di apprendimento.”

Fatto tesoro degli ultimi suggerimenti i team sono tornati ai loro progetti. La serata si è conclusa con la premiazione dei due gruppi vincitori e con la sensazioni che in realtà tutti in parte lo eravamo per aver scelto di essere lì presenti.

La competitività tra i team, il confronto tra generazione diverse, le esperienze condivise, spunti di riflessione e ispirazione, sono stati tutti elementi presenti ieri al Talent Hackathon. Il vero risultato del percorso intrapreso ieri con Human Age Institute ed i suoi partner, risiede nella acquisizione della consapevolezza che l’Italia resta ancora un paese capace di dare natali ai talenti. È tale spiraglio che ci consente di guardare al futuro del nostro paese con fiducia e ottimismo.

Posted on: 9 luglio 2016, by : APONTE MARIAROSARIA